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DISCO di FESTOS :perchè solo opinioni canoniche?

Contrasto di opinioni.
E’ opinione comune  che si deve sempre e comunque rispettare  le idee altrui, anche se talvolta evidenziano delle lacune persistenti.

     Occorre quindi capire “ La ragione dei granchi” (1 ) quando hanno comportamenti difformi alla norma.

Se il loro modo di camminare trasversale si  modifica  improvvisamente  in un  movimento circolatorio o lineare o a saltelli ,una ragione dovrà ben esistere.

Ho qui di fronte  un articolo apparso su “Il Sole-24 Ore-di domenica 25 giugno 1995 n°168,
pagina 23, nella rubrica di Archeologia, dal titolo  “Scripta Manent”  di L. Godart, a   proposito  del Disco di Festos ,noto manufatto di area egea  scoperto agli inizi del secolo scorso.
In esso si riconferma sostanzialmente l’impossibilità di decifrare  i  glifi impressi sul Disco a causa del loro  numero limitato e per non avere trovato  altri reperti  archeologici contenenti simboli simili, da confrontare. Praticamente è,e rimane, un unico esemplare.
     L’Autore dell’articolo, ha analizzato approfonditamente molti aspetti del Disco di  Festos:  ha dato il nome a ciascun glifo argomentandolo; ha elencato il nome dei glifi ripetuti su ciascun lato  del Disco; ha constatato  il numero dei glifi totalmente presenti; in ben due pubblicazioni ha analizzato il contesto  storico-ambientale in cui è stato trovato  il  manufatto; ripetutamente dibatte sul sistema di scrittura sillabico od alfabetico.
Ed ecco giunti a “ La ragione dei granchi” !! 
    E’ mia opinione che l’Autore non affronti il vero problema: ha rilevato ed è in possesso di notevole quantità di dati che potrebbero permettere di giungere ad una logica spiegazione dei glifi  presenti nel manufatto, ma sino ad oggi non  ha voluto o potuto porli nella giusta prospettiva e tale comportamento mi lascia perplesso.

Abbiamo a disposizione  vari documenti storici con i quali confrontarci con il Disco di Festos, una volta per tutte. Tramite una comparazione logica di elaborati prodotti da popolazioni precolombiane della mesoamerica, quali il Codice Cospi , il Codex Mendoza ed altri ancora, in cui si rileva la presenza di calendari temporali, avanzo esplicitamente la mia “proposta” : il disco di Festos è il primo calendario egeo che si conosca. 
L’affermazione deriva dalla semplicemente constatazione che sul Disco di Festos è presente una massa enorme di attributi numerali mai presi sufficientemente in considerazione.
   Riporto qui di seguito le sequenze numerali presenti e riferibili a cicli calendaristici (soprattutto lunari):
  
a)    31 settori del lato “A” potrebbero corrispondere  ai giorni dei mesi  gennaio - marzo – maggio – luglio – agosto – ottobre -dicembre  (sette mesi) del calendario attuale;
b)    30  settori del lato “B” potrebbero  corrispondere  ai giorni dei mesi di febbraio febbraio(indicativamente)- aprile – giugno –settembre ed il mese di novembre (per un totale di cinque mesi,del calendario attuale)
c)     7 sequenze (sic !) per settore ,al massimo, e potrebbero corrispondere ai 7 giorni della settimana;
d)     i 12 settori della corona –lato A e B- sono riferibili  ai dodici mesi dell’anno:già l’antico calendario lunare mesopotamico riportava i 12 mesi annuali di 29/30 giorni;
e)     30 -12=18  come i settori lato “B” della spirale ovvero 18  giorni  dopo che il sole ha incrociato l’orbita lunare  e cade la luna nuova il che avviene ogni 173,31 giorni(detto semianno dell’eclisse);
f)     242 simboli in totale, presenti sul Disco corrispondono allo stesso numero di mesi,detti
 draconitici,  necessari  per   ritornare allo stesso nodo di un ciclo di eclissi affinchè una dello  stesso tipo possa ripetersi;
g)    31-12 = 19 settori del lato “A” della spirale  interna;
h)    242-19 =223  corrisponde  allo stesso numero di mesi detti sinodici;
i)      242-18 =224 corrispondente allo stesso numero di mesi detti draconitici ;
j)      123 sono i simboli del lato “A”  e 119 quelli del lato “B”;
l)       se al totale dei simboli del disco sommiamo quelli  compresi nel lato “A” otteniamo il totale approssimativo dei giorni compresi nel nostro calendario e cioè 242+123=365; 
m)    se invece sommiamo 242+119 otteniamo 361 giorni ai quali se ne dovrà sommare altri 4 giorni “inutili”, anziché 5, come rilevato nel calendario del Codice Cospi, per ottenere il numero dei giorni completo di un anno; occorre comunque ricordare che il numero 4 corrisponde  nella scrittura Azteca (vedi Codice Mendoza) e  in quella Maya, ai quattro glifi  principali  con i quali si designavano gli anni;
n)     se  sommiamo al totale dei simboli, il numero dei settori compresi all’interno della spirale “B”, otteniamo il seguente risultato: 242 + 18 = 260 che è il contatto con il calendario rituale mesoamericano detto anche “conto dei giorni” ;
o)     ulteriore contatto con il calendario rituale  mesoamericano si ottiene da 242 : 12 = 20,166 corrispondente ai giorni del calendario solare;
p)    dividendo  242 : 18 = 13,4 periodico ,che corrisponde alle tredicine  del calendario rituale mesoamericano;
q)  altro fattore di contatto o di  relazione con i calendari mesoamericani  è il seguente:
la somma dei simboli del disco con quelli del lato “A” diviso il numero delle sequenze, ovvero 242+123 : 7 = 52,1428571 periodico , corrisponde ai giorni del calendario rituale  ottenuti con la seguente formula 260 : 5=52;

Forse potrei aggiungere altri riferimenti numerici, ma quelli proposti dovrebbero essere più che sufficienti, al momento, sia per chiarire il senso dell’introduzione  del presente articolo, sia perché quanto scritto resti a testimonianza.


1  M.Elder –“La ragione dei granchi” - Milano –Arnoldo Mondadotri  Editore-1974-


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